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Dita

In questa collezione, il corpo si riduce all’estremo: una mano, un gesto, un tocco.
Ogni disegno nasce da una configurazione delle dita — che si incontrano, si respingono, si cercano.
Non ci sono volti, né corpi interi: solo il dettaglio che racconta tutto.

Anche qui, ogni opera è presentata in due versioni, positivo e negativo,
a sottolineare il passaggio di senso e l’ambivalenza del gesto.
Il disegno non rappresenta: traccia una tensione.
Un accordo non ancora concluso, un contatto interrotto, un’intimità che non si mostra.

Sotto la firma FonTs, appare la data in numeri romani,
segno discreto ma preciso dell’istante in cui quella configurazione ha preso forma.

Queste immagini non illustrano un concetto.
Lo evocano, lo scompongono, lo lasciano sospeso.
La mano, ridotta al suo movimento più essenziale,
diventa una forma di linguaggio.