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Gesù!

In questa collezione, la figura di Cristo viene svuotata di solennità e ricondotta alla materia: un corpo essenziale, fragile, spesso esposto a gesti minimi e quotidiani.

Anche qui ogni disegno è duplicato in positivo e negativo,
perché il senso emerge sempre da un confronto: tra luce e ombra, tra gesto e significato, tra fede e automatismo.

I volti scompaiono. I dettagli si riducono.
Resta la forma nuda, spesso immobile, abitata da tensioni invisibili.
La croce è solo un’eco, il martirio una routine.

Sotto la firma FonTs, ogni opera reca una data in numeri romani,
non come decorazione, ma come timbro di esistenza:
una testimonianza che ogni immagine è legata a un preciso giorno di visione e creazione.

Queste opere non cercano di scandalizzare, ma di interrogare:
cosa resta del sacro quando lo liberiamo dalla cornice liturgica?
Cosa diventa il simbolo, una volta spogliato del contesto?